Cassa integrazione ex Ilva, Fim e Fiom: «Insulto ai lavoratori e alla città». Salis pretende chiarimenti immediati dal Governo

Il Partito Democratico ligure e genovese sollecita un intervento immediato e chiede il ritiro della procedura; Alleanza Verdi e Sinistra parla di promesse disattese e critica l’assenza di un piano industriale. Lunedì i lavoratori saranno ai cancelli di Cornigliano

La richiesta di estendere la cassa integrazione straordinaria fino a 8.622 lavoratori del gruppo, dagli attuali 4.450, riaccende la vertenza ex Ilva. A Genova il numero massimo indicato è di 870 dipendenti su 917, con una misura che potrebbe durare fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe. La procedura è stata comunicata nella notte dai commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, a pochi giorni dalle rassicurazioni sulla continuità lavorativa del sito genovese.

La notizia ha provocato la dura reazione delle segreterie di FIM Liguria e FIOM Genova. Nel loro comunicato definiscono l’iniziativa un «insulto» ai lavoratori e alla città, accusando i commissari di contraddire gli impegni assunti mercoledì. I siderurgici genovesi si ritroveranno lunedì mattina davanti ai cancelli della fabbrica per discutere la situazione e decidere le prossime iniziative. La richiesta riguarda la cassa integrazione e non equivale, di per sé, a una procedura di licenziamento.

La sindaca Silvia Salis chiede chiarimenti immediati ai commissari e al governo. «Non è tollerabile che gli impegni assunti durino soltanto qualche ora», afferma, ricordando di avere accolto con spirito collaborativo le garanzie presentate nei giorni scorsi. Per la prima cittadina, lavoratori, famiglie e città non possono essere lasciati nell’incertezza da annunci poi smentiti: «Alle promesse va dato un seguito concreto».
Silvia Salis accosta la vicenda dell’ex Ilva a quella di Ericsson, sostenendo che anche in quel caso il percorso prospettato dopo l’incontro tra i vertici aziendali e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembrerebbe essersi fermato. La sindaca avverte che gli esuberi rischiano di impoverire le competenze tecnologiche di Genova e ribadisce che l’amministrazione sarà al fianco dei lavoratori.
Anche il Partito Democratico ligure e genovese sollecita un intervento immediato del governo. Il segretario regionale Davide Natale e quello metropolitano Francesco Tognoni definiscono gravissimo lo scenario prospettato per Cornigliano e chiedono che la richiesta venga ritirata. A loro giudizio, non sono più sufficienti rinvii e rassicurazioni: servono certezze sul futuro dello stabilimento e una prospettiva industriale credibile.
Dura anche la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra. La capogruppo regionale Selena Candia e il consigliere regionale Jan Casella, vicepresidente della Commissione Lavoro, parlano di un nuovo tradimento degli impegni verso i lavoratori genovesi e criticano il governo per non avere definito per tempo un piano industriale. La richiesta di cassa integrazione, sostengono, contraddice le garanzie di continuità produttiva legate anche all’acquisto dei coils.
Il confronto si sposta ora sui chiarimenti attesi dai commissari e dal governo, mentre i lavoratori si preparano alla mobilitazione di lunedì. Sul tavolo restano il futuro produttivo di Cornigliano e la tenuta occupazionale di uno stabilimento che coinvolge centinaia di famiglie e rappresenta un presidio industriale strategico per Genova.
Ulteriori commenti politici (arrivati dopo la pubblicazione dell’articolo)
Paita attacca Urso: «Sull’ex Ilva è un disastro»
La senatrice di Italia Viva Raffaella Paita accusa il ministro di aver disatteso le promesse sulla crisi dell’ex Ilva, nonostante la disponibilità degli enti locali a collaborare. Paita teme che si salvino meno posti di lavoro di quelli attuali ed esprime preoccupazione per i lavoratori di Taranto e della Liguria.
Ex Ilva, i parlamentari Pd chiedono garanzie su forniture e continuità a Cornigliano
Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino chiedono al governo di chiarire subito quantità, tempi e finanziamenti per l’arrivo di coils e bramme, dopo la richiesta di cassa integrazione per 870 lavoratori su 917. I deputati sollecitano inoltre l’approvazione del loro emendamento al decreto Ilva, che prevede un piano per assicurare le forniture e tutelare produzione e occupazione.
M5S: «L’accordo sui coils smentito dai fatti»
Il Movimento 5 Stelle attacca il governo giudica la richiesta di ampliare la cassa integrazione una smentita degli impegni sulla continuità produttiva legati all’accordo per i coils. I capigruppo Luca Pirondini, Stefano Giordano e Marco Mesmaeker parlano di «uno schiaffo» a Genova e chiedono alla Regione di mobilitarsi per tutelare lavoratori e famiglie.
Alleanza Verdi e Sinistra Genova: «La cassa integrazione è una scelta grave e irresponsabile»
Giorgia Parodi e Simona Cosso denunciano che la richiesta di coinvolgere quasi tutti i lavoratori di Cornigliano scarica su dipendenti e famiglie il peso della crisi. Chiedono al Governo e all’azienda decisioni rapide, la tutela dell’occupazione e un piano industriale che garantisca continuità produttiva e rilancio dello stabilimento. Riconoscono inoltre l’impegno della sindaca Silvia Salis e dell’assessore Emilio Robotti nella vertenza.
Azione: «Il Governo fermi la cassa integrazione»
La segretaria provinciale di Azione Genova, Chiara Lastrico, definisce la procedura un «fatto grave» e chiede al Governo di ritirarla e presentare un piano industriale per rilanciare la produzione, tutelare i posti di lavoro e accompagnare la transizione ecologica. Il partito esprime solidarietà ai lavoratori di Cornigliano, attesi lunedì ai cancelli dello stabilimento.
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